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I SETTORI PRIMARIO e SECONDARIO

COM'È ORGANIZZATA L'ECONOMIA EUROPEA?

QUALI SONO I SETTORI DELL'ECONOMIA?

Le attività economiche vengono suddivise in tre settori: primario, secondario e terziario. 
Il settore primario comprende le attività che ricavano direttamente dalla natura ciò che serve all'uomo; include le aziende agrarie, quelle minerarie e la pesca. 
Il settore secondario comprende l'industria e l'artigianato, cioè le attività che trasformano le materie prime in prodotti finiti; poiché ricorre a trasformazioni prodotte dalla mano dell'uomo, questo settore è anche detto manifatturiero. 
Il settore terziario è quello dei servizi, cioè il commercio, i trasporti, le comunicazioni, l'amministrazione, il turismo, i servizi finanziari (banche, assicurazioni) e i servizi di pubblica utilità (istruzione, sanità). 

CHE COSA SI INTENDE PER POPOLAZIONE ATTIVA E NON ATTIVA?

La popolazione di uno stato si divide in attiva e non attiva. La popolazione attiva comprende: gli occupati, cioè coloro che svolgono un lavoro; le persone in cerca di occupazione o disoccupati, cioè tutti coloro che attualmente non hanno un lavoro. Fanno parte invece della popolazione non attiva: le persone che non possono lavorare per motivi di età (i bambini e i ragazzi che devono frequentare la scuola dell' obbligo; gli anziani in pensione) o per ragioni di salute (gli invalidi); coloro che, pur essendo in età lavorativa, non hanno un lavoro e non lo cercano, come gli studenti universitari e le casalinghe. Tra le persone che lavorano si distinguono i lavoratori autonomi e ilavoratori dipendenti. I primi svolgono in proprio la loro attività: è il caso di commercianti, artigiani e liberi professionisti. I secondi, invece, lavorano per chi li ha assunti e ricevono una retribuzione, cioè una paga. Tra i lavoratori dipendenti vi sono dipendenti pubblici e privati
Quando un lavoratore dipendente viene assunto firma un contratto, un accordo che definisce le sue mansioni, la retribuzione, le ferie, ecc. Ma ci sono anche coloro che non hanno un regolare contratto: si parla allora di lavoro nero. Questi lavoratori non hanno diritti e possono essere licenziati in ogni momento. 

COME SONO DISTRIBUITI I LAVORATORI IN ITALIA?

Nella prima metà del Novecento l'Italia era un paese agricolo e la maggior parte degli addetti lavorava nel settore primario. Negli anni 1950-70 molti abbandonarono le campagne per andare a lavorare nelle fabbriche: l'industria divenne il settore con il maggior numero di addetti. A partire dagli anni Settanta, l'impiego di nuove tecnologie ha causato una diminuzione dei lavoratori dell'industria. Oggi in Italia il settore terziario conta il maggior numero di addetti, proprio come accade in tutti i paesi sviluppati.