Oltre la sfida: i BES FORMAZIONE IDR Imparare giocando L ATTIVITÀ LUDICA COME STRUMENTO DIDATTICO «Che i giovani non solo siano amati, ma che essi stessi conoscano di essere amati» (Lettera da Roma alla Comunit Salesiana del 10 maggio 1884, Don Bosco). Mi hanno sempre molto colpito le storie dei grandi educatori cristiani come Don Bosco e san Filippo Neri. Guardando a loro, mi sono sempre domandata in che cosa migliorarmi come insegnante. «Il primo compito dell educatore (..) quello di esserci e di non stare fuori dal campo dove viene giocata la partita educativa , andando incontro, ricercando i giovani dove e come sono» (Carlo Nanni, Educare con Don Bosco alla vita buona del Vangelo, ed. Elledici). Andare incontro Ma che cosa significa «giocare questa partita»? Significa mettersi in gioco con i nostri alunni. Accoglierli e stimolarli a migliorare, facendo percepire loro il fatto di essere amati. Entrare in classe non solo come un «direttore in cattedra», ma come un «educatore-compagno di viaggio» pronto anche a modificare la rotta se qualche ragazzo rimane indietro. Avere il coraggio di rivoluzionare un po la propria didattica, senza rigettare la lezione frontale, ma sperimentando ogni tanto nuove strategie per coinvolgere gli alunni. A volte la sperimentazione pu creare un po di scompiglio, ma proprio da questo «fare pratico» che si creano 12 nuove rotte da percorre senza mai perdere di vista l obiettivo. Per iniziare: orientare la bussola Come i tutti i viaggiatori ben sanno, prima di partire occorre orientare la bussola, cercando i giusti sentieri da percorrere. Una via preziosa, gi battuta da grandi maestri, quella dell attivit ludica. Questo termine, a volte, corre il rischio di venire banalizzato a un semplice riempitivo. In realt un attivit di gaming prevede una progettazione precisa; va strutturata in base all et e ai bisogni educativi speciali dei propri alunni; necessario essere ben consapevoli degli spazi e dei materiali a disposizione. essenziale L Ora di Religione Aprile-Maggio 2026 progettarla tenendo bene a mente il suo scopo finale: viene proposta per allenare il gruppo classe nelle life skills? Come consolidamento didattico di un apprendimento? O come scintilla di apertura per una nuova tematica? Il gioco didattico si presta a tutte queste sfaccettature. Va per programmato con cura, per essere certi di non smarrirsi nel suo svolgimento. L insegnante, oltre a programmarne la struttura e le regole, deve individuare il momento pi opportuno per il suo svolgimento, tenendo bene in chiaro le esigenze della classe. Utile, a questo riguardo, pu essere la lettura del testo 99 e + giochi cooperativi, di Sigrid Loos e Rita Vittori, Notes Edizioni.
OLTRE LA SFIDA: I BES - Imparare giocando di Luisa Martini