L A F A V O L A I N S E G N A C H E . . . La rana scoppiata e il bue C era una volta una piccola ranocchia verde che viveva felice con i suoi ranocchietti allegri e salterini insieme alle altre rane, intenta solo a non lasciarsi scappare neppure un raggio del caldo sole primaverile e a tendere agguati agli insetti che volavano ignari del loro destino. Un giorno se ne stava pacifica ai bordi dello stagno e, vedendo un bue dal ventre enorme che pascolava, venne colta da invidia per quella grandezza, davvero smisurata e imponente. Cominci a pensare tra s e s che, se avesse trattenuto il respiro, sicuramente sarebbe gonfiata e avrebbe raggiunto le dimensioni di quel grande bestione che le stava innanzi. Decise di mettersi in competizione e cominci a gonfiare la pelle rugosa. Rivolta poi ai suoi figli disse: Sono pi grossa del bue? Essi risposero di no. Riprese a tendere di nuovo la pelle con maggiore sforzo di prima e nello stesso modo domand : Ora sono pi grossa del bue? I figli a malincuore dovettero rispondere ancora di no. A questo punto la rana, sempre pi adirata, cerc di gonfiarsi ancora di pi cos che fin per scoppiare, lasciando stupefatti gli altri ranocchi che, per la paura, saltarono subito nelle acque dello stagno, temendo il sopraggiungere di un terribile pericolo. La favola mostra che, se si vuole imitare uno pi grande e potente, ma non si hanno le giuste risorse e possibilit , si rischia di fare una fine misera e ingloriosa. Bue inseguito da un leone (particolare), Casa dei Ceii, Pompei Rifletto ed eseguo Traduci il testo semplificato della favola di Fedro. Olim rana invidiosa in pratis bovem valde magnum vidit et, capta invidia ob eius magnitudinem, pellem inflavit. Deinde cogitavit: Magnitudine bovem superabo et filiis dixit: Nunc bovem supero . Sed pueri dixerunt: Verum non est . Rana rursus pellem tetendit, cogitans: Nunc certe bovem superabo et filiis dixit: Nunc bovem supero , sed pueri: Falsum est . Denique valde ira mota, se (si) inflavit rursus et se (si) rupuit. Si homo pauper est et imitare potentem desiderat, pessimam (pessima) finem habebit. Comprensione 1. Qual il sentimento che spinge la rana a emulare il bue? 2. Qual l atteggiamento dei figli di fronte al progetto della madre? 3. Spiega in che cosa consiste la morale della favola. Analisi 1. Sottolinea in rosso i participi passati e in verde i participi presenti. Per ognuno di questi verbi scrivi sul quaderno l indicativo presente, 1ª persona singolare. 2. Sottolinea in blu il complemento di causa efficiente. La favola insegna che... 245