La vita a Roma Bambini che giocano su un cocchio trainato da cigni, Casale di Piazza Armerina Il gioco Divertimento per tutti i bimbi Come in tutti i tempi, anche ai bambini romani piaceva giocare. I bimbi poveri si costruivano giochi da soli, con legno o fango essiccato: piccoli animali, barchette, perfino capanne. I figli dei ricchi disponevano invece di un ampio corredo di giochi, spesso commissionati ad abili artigiani. Le testimonianze ci derivano dai poeti (soprattutto Orazio e Persio) e dal ritrovamento di oggetti nelle tombe dei bambini. I neonati si divertivano con campanelle (tintinnabula), attaccate a cerchi che suonavano a ogni movimento. Tra i fanciulli erano molto diffusi i cavallini a dondolo, la trottola (turbo), il cerchio (orbis truchus) spinto con un bastone ricurvo, il gioco delle noci (nuces o ludus castellorum) che consisteva nel colpire con una noce un piccolo castello di noci o nel cercare di fare canestro in una bottiglia dal collo stretto. Come attesta il poeta latino Persio, l espressione dare addio alle noci , significava abbandonare l infanzia ed entrare nell et adulta. Bambina che gioca con i dadi, Museo di Antichit , Berlino 62 Unit 3 I piccoli aurighi ... e altri giochi Molto amate erano anche le bighe (bigae) in miniatura: se il carretto era piccolo, poteva essere trainato da topi o da piccioni. Se era pi grande e il ragazzo poteva salirci, allora si attaccavano degli animali, per esempio, dei fenicotteri, una pecora, un cavallino... Si realizzavano dei piccoli circhi, dove i bambini gareggiavano con i loro cocchi, dando vita a vere squadre, contraddistinte da colori diversi. Grande era la tifoseria da parte degli spettatori. I ragazzi giocavano poi a testa o croce, passatempo chiamato capita aut navia, perch sulle facce della moneta erano rappresentate rispettivamente una testa e una nave. A tutte le et si giocava con la palla (pila): le palle erano riempite di sabbia, stoffa, o gonfiate ad aria. Di provenienza greca erano l altalena, l aquilone, la mosca cieca (musca aenea = mosca di rame); uno dei bambini con gli occhi bendati doveva prendere i compagni che lo colpivano con una bacchetta e dire: Caccer la mosca di rame! . Questi giochi