erano stati importati dai numerosi schiavi orientali che nelle famiglie si occupavano dell educazione dei bambini. Diffusi erano ancora i dadi (tesserae) e gli scacchi, praticati soprattutto dagli adulti. Il dado era noto anche come alea, che, oltre a significare gioco dei dadi, indicava il gioco d azzardo in generale. I dadi erano d osso o di avorio e si gettavano su una tavoletta da gioco, invocando il nome di una divinit o di una fanciulla amata. Secondo la tradizione, il termine alea deriva dal nome di un soldato che invent il gioco con dadi nei momenti di ozio durante la guerra di Troia. I fanciulli imitano i grandi La maggior parte dei giochi era suggerita ai ragazzi dal loro istinto di imitare i grandi . Cos le bambine (puellae), per prepararsi alla funzione di future madri, giocavano con le bambole (pupae), confezionate in legno, in terracotta o in avorio; per le fanciulle pi povere, esse erano invece in stoffa riempita di sabbia. I maschi si improvvisavano aurighi (aurigae), oppure soldati, medici, giudici, magistrati: questi ultimi avevano dei piccoli littori con fasci e scuri. Crescendo, i ragazzi, si esercitavano negli sport che li addestrassero nell attivit militare. Bambola di legno, Palazzo Massimo, Roma Dalla lingua latina alla lingua italiana Il lessico del gioco Ludus deriva da lusus, scherzo : i giovani nei giorni di festa erano soliti divertire il popolo con giochi e scherzi e da questa abitudine si organizzarono manifestazioni religiose e giochi pubblici. In italiano il vocabolo ludus rimasto nel linguaggio dotto: ludico , ludoterapia , ludoteca . Il termine ludus litterarius indicava la scuola elementare, frequentata dai bambini dai 7 ai 12 anni. Pila: era una sfera di cuoio o di stoffa che deve il suo nome al fatto di essere riempita di crine e di capelli, pili. Pila diventata palla e ha dato origine a uno degli sport pi amati e popolari nel mondo, cio al calcio. Pupa: significa bambina e bambola . Il latino sopravvissuto nel linguaggio familiare con il verbo spupazzare , e nel dialetto siciliano pupi , marionette che danno vita a spettacoli all aperto. La parola bambola deriva invece da bambo , che ha la stessa origine di bambino/a: si tratta di una voce onomatopeica, perch b e m sono le prime lettere che un bambino inizia a pronunciare. Tesserae: erano i dadi , termine che nella lingua d arrivo ha assunto il significato di un documento di riconoscimento. Gladii: sono le spade con cui i ragazzi mimavano duelli (da questa parola ha origine gladiolo , bulbo dalle foglie a forma di spada, da gladius). Musca aenea: gioco che diventato mosca cieca . La vita a Roma 63
Dalla lingua latina alla lingua italiana – Il lessico del gioco