I G R A N D I M I T I Cerere e Proserpina I contadini, che in autunno aravano la terra, spargendo i semi del grano nel solco, rivolgevano senza dubbio il loro pensiero alla dea Cerere, che dava agli uomini i frutti dei campi e presiedeva al fecondo alternarsi delle stagioni. La dea era cara agli uomini per i benefici dell agricoltura e inoltre perch il dolore, che prov per il rapimento della figlia Proserpina, la rese pi vicina al genere umano, troppo spesso provato dalle sofferenze. Proserpina era una bellissima fanciulla dai lunghi ricci capelli neri e dagli occhi scuri e grandi come ciliegie mature. Era un meraviglioso giorno di primavera, quando la giovane si trovava in prossimit del lago di Pergusa, vicino a Enna, in Sicilia, e raccoglieva, insieme ad altre fanciulle, rose, viole, giacinti, narcisi e tante corolle: i fiori dai cento colori diffondevano dappertutto fragranze inebrianti. Mentre era sulle rive del lago, si sent un enorme boato e Proserpina spaventata grid : Aiuto! . La terra si apr e comparve un carro d oro trainato da cavalli neri come la notte, guidato da Plutone, re degli Inferi, che aveva visto la fanciulla nei prati e se ne era innamorato perdutamente. Il dio dell Ade pens : Non ho mai visto una tale bellezza: sar mia moglie . La giovane lev grida I grandi miti 89